Fotocamere monouso

Fotocamere usa e getta: quando sono la scelta giusta

Una monouso è una pellicola con intorno il minimo indispensabile per esporla. Non ha messa a fuoco, non ha esposizione, ha un flash e un numero di scatti: proprio per questo è la macchina che si presta a un matrimonio, a una gita in barca o a un bambino, dove una reflex sarebbe un problema. Qui ci sono 8 modelli di 5 marche, fra cui KODAK, ILFORD e NOVOCOLOR. Si parte da 16,00 euro.

Le differenze reali sono poche e tutte pratiche. Il numero di pose, di solito 27 o 39. La sensibilità della pellicola caricata dentro, che stabilisce quanto se la cava in ombra: le 400 ISO sono la norma, le 800 vanno meglio la sera. Il flash, che su questi corpi è quasi sempre presente e va acceso a mano — ed è la cosa che più spesso rovina il rullino, perché all'aperto in controluce serve e nessuno lo accende. Esistono poi le impermeabili, che funzionano in acqua senza custodia e sono di fatto l'unica macchina da portare sott'acqua senza pensieri.

  • Si sviluppa tutta la macchina: non si apre e non si recupera il rullino da soli.
  • La messa a fuoco è fissa, quindi da circa un metro in poi è tutto a fuoco: più vicino no.
  • Accendi il flash anche di giorno se il soggetto ha il sole alle spalle.

Se vuoi una macchina che duri più di un rullino guarda fotocamere analogiche; per la stampa immediata ci sono le fotocamere istantanee, e le emulsioni sfuse stanno in pellicole. A Catania e Palermo ritiriamo anche lo sviluppo.

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